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Negli ultimi anni, diciamocelo, a Natale si è tornati un po’ nostalgici.

C’è un momento preciso dell’anno in cui gli esteti del minimalismo — quelli che vivono circondati da cinquanta sfumature di beige e che considerano il loro tono su tono uno stato mentale — improvvisamente tradiscono i propri principi. Succede verso fine novembre, quando il primo jingle natalizio si insinua dalle casse del supermercato.

Il bello è che questo revival anni ’90 non chiede il permesso a nessuno: i tessuti scozzesi invadono anche i salotti classico-moderni, o le camere boho chic, e si infilano senza paura negli appartamenti minimal dove ogni oggetto deve avere una sua precisa giustificazione estetica. Ma si sa: a Natale pure il minimalista più convinto finisce per appendere una ghirlanda.

È infatti in questo periodo che i sacerdoti del “meno è più”, quelli che stanno fino alle tre di notte su Pinterest per individuare la lampada perfetta, entrano in gioco e si lanciano in un tripudio di palline in vetro e fiocchi tartan.

Improvvisamente, la loro casa si può trasformare in un salotto anni ’90, con tanto di sottopiatti dorati, tovagliette scozzesi e glitter in ogni dove. Mentre i loro armadi cominciano a riempirsi di pullover rosso fuoco con renne danzanti, pinguini sorridenti e scritte ironiche tipo Ho-ho-ho, da sfoggiare alle varie cene pre-natalizie, dove li indosseranno con orgoglio ma senza esagerare…

 

 

La domanda è: ma perché? Cosa spinge individui adulti, collezionisti di tazze color sabbia abbinate ai plaid del divano, a cedere così clamorosamente al caos cromatico? Forse è nostalgia. Forse è la memoria delle decorazioni un po’ kitsch che adornavano le case negli anni ’90: il profumo di cannella, le luci intermittenti, i centrotavola con le pigne spruzzate d’oro…

O forse, più semplicemente, il Natale è quell’unico momento dell’anno in cui siamo tutti autorizzati a regredire un po’. A tornare bambini senza vergognarcene. A mettere da parte il design scandinavo per abbracciare la gioiosa, pacchiana anarchia delle feste, fatta di colori troppo accesi, odori troppo intensi, luci troppo forti e decorazioni troppo festose.

E allora ben venga questo revival, perché in fondo il Natale serve anche a questo: a ricordarci che la vita è più bella quando cerchiamo non di renderla perfetta, ma semplicemente festosa.

Buone Feste!